UN'IMMAGINE DISTORTA

Prefazione

Per questo mese propongo un mio racconto scritto in occasione della morte di Willy Monteiro Duarte, ucciso mentre cercava di difendere un suo amico, ricordato attraverso il concorso indetto in suo onore dal giornale " Il Messaggero". La sfida consisteva nel racchiudere in poche battute "che cosa è importante per noi ragazzi"; alla nostra età vi sono milioni di priorità, una di queste è raggiungere la perfezione che i social ci propinano quotidianamente in varie forme, ma che in realtà non esiste. I racconti migliori sono stati pubblicati sull'edizione nazionale del quotidiano, il mio è stato pubblicato il 7 gennaio 2021.


UN'IMMAGINE DISTORTA

“Buongiorno tesor…no, anche oggi nubi all’orizzonte…più il tempo passa, più si peggiora! Che visione mi tocca subire anche oggi! Questo magnifico look a quale illustre occasione è destinato?! Fammi indovinare…cena romantica sul peschereccio del fortunato, spero si chiami Nemo tra l’altro! Non augurerei di vedere questo scempio nemmeno al mio peggior nemico. Io al posto della tua amica scapperei…che vergogna uscire con una così sciatta…ma poi da quant’è che ti dico di prendere appuntamento da quella nutrizionista?! Un anno…forse due?! Stai veramente sfiorando il punto di non ritorno…non dirmi poi che non ti avevo avvisato, rimarrai sola! Comunque buona giornata!”. “Grazie cara per l’affetto e non dimenticare che se sfiguro io, sfiguri anche tu!”. “Ah! Non ci provare a fare questo gioco con me sai…un giorno o l’altro mi vendicherò! come riflesso non posso molto, eppure ti mostro ogni volta la realtà… forse dovrei dire a Karol di metterci più olio di gomito quando mi lucida...tuttavia almeno mi dissocio da questo orrore!”. Tutte le volte che le ero di fronte era come essere osservata da una giuria sempre più severa ed esigente; in gran parte è colpa mia, lo so… ho lasciato che si insinuasse nei miei pensieri, tanto da farla diventare quasi autonoma. Non ho saputo fermare, quando dovevo, lei e tutti quelli che l’alimentavano; forse perché ero io stessa la prima ad appoggiarla. Le ho permesso di prendere il controllo credendo alle sue parole, ho dimenticato troppo spesso che lei era scaturita dai miei stessi occhi e che potevo impormi. Ma ora è diverso. Oggi è finita, con un solo gesto ho distrutto ciò che mi ha ferito per così tanto tempo, ho le mani ancora sanguinanti, ma giuro che questa sarà l’ultima delle ferite che mi infligge. Finalmente ho capito, rispecchiandomi negli occhi di Nemo, che quell’immagine distorta, che tanto odiavo e che adesso vedo imprecisa in quelle schegge, la vedevo solo io. Tra i due, il solo vero riflesso, sebbene tanto ignorato, era il suo.


Diletta Piromallo, VH


0 visualizzazioni0 commenti