Sulla Morte e su Dio


Il più grande “odi et amo” dell’umanità

Morte? Cos’è ciò? Ascoltatemi, o popoli, perché vi parlerò di ciò ch’io amo, ciò che mi piace, e di ciò ch’io odio, ciò che disprezzo.

Così dev’essere la volontà dell’uomo: non per legge d’un Dio, o d’idoli, o di qualsiasi umano regolatore.

Molti, tutti, muoiono, ma difficilmente l’uomo muore quando dovrebbe: la morte lo glorifica o lo affonda, e poche cose sono più onorevoli di perire per un ideale; ma di te non tutto la vuole accettare, l’uomo non è fatto per l’eternità e per l’assoluto, l’uomo è divenire costante, sicché la morte lo terrorizza.

La più grande armonia ed il maggior caos, Apollo e Dioniso, non sono per l’uomo, l’uomo non può che vagare per il mondo, oscillando tra due stati, sballottato di qui, di qua, di su, di giù, incapace di comprendere la sua natura, succube degli eventi, o combattivo, illuso, di poter sconfiggere il mondo; nato da Apollo viaggia lentamente per giungere nei campi di Bacco, inconsapevole dell’importanza del suo viaggio.

Sorelle e Fratelli, io vi dico, stolto è colui che fa della sua vita mezzo e non fine e cerca al di fuori di se stesso i suoi obiettivi, ma come può trovarsi se non dentro di sé?

Prima venerava Dio, poi l’ha ucciso e, resosi conto del suo misfatto, ha iniziato a scappare da lui, non consapevole che l’uomo, senza Dio, diventa disinibito e che, superato l’abisso, Dio non gli sarebbe più stato necessario. L’uomo distrugge se stesso e ciò che gli sta intorno, e questo chiama tecnica, ma non è altro che la sua natura.

Può manipolare ogni cosa, ma solo alla morte non può sfuggire, solo il tempo lo spaventa, perché ogni creatura teme il suo creatore; essere fondamentalmente distruttivo e temporale, farebbe di tutto per scappare dal triste mietitore, denaturerebbe se stesso, le sue virtù, la sua volontà, ma come non si può solo creare, non si può neanche solo distruggere.

L’epoca della creazione sfrenata si è da poco conclusa, ma l’uomo non impara mai e ha iniziato a non fare altro che distruggere: scienza, arte, religione, filosofia e musica, nessuno di questi è al sicuro, nulla è più valido, e così, la morte di Dio, non l’ha portato a realizzarsi, ma a distruggere le sue stesse basi; l’uomo non fu pronto ad ucciderlo e forse mai lo sarà.

Dio lo protegge, lo limita, lo salva, senza Dio l’uomo è un mostro, che tutto fa per timore della morte; il superuomo soltanto può dominare se stesso, conoscendo la sua volontà più intima e ripudiare Dio senza cadere nel nichilismo più sfrenato, che lentamente lo consuma dall’interno, gli fa tramutare vezzose cantatrici ed uccelli in cani selvaggi, gli fa stillare veleno dal proprio balsamo, il dolce latte che mungeva rende fango, e solo sventurate decisioni gli fa prendere. Sappiate che Dio non è conoscibile dalla ragione, non provate a contarlo o razionalizzarlo, non avrebbe senso, allontanate Dio dalla ragione se volete trovarlo; non interessatevi della sua esistenza, non è importante, importa solo la sua idea, necessaria all’uomo in quanto tale, che per lui è un padre misericordioso che l’uomo avrebbe tradito nel momento opportuno, ma, spinto dalla sua tracotanza, l’ha ucciso prima che i tempi fossero maturi, ora però lo piange, ora è assassino di tutti gli assassini, ora si trova vicino all’abisso chiamato nichilismo

Sorelle e fratelli miei, se siete prudenti, non convertitevi al nichilismo, sopportare il nichilismo infatti è grande onore, ma sorte pesante, molti si sono uccisi, stanchi dell’insensatezza del mondo, perché incapaci di sostenere tale verità.

L’uomo non può disilludersi completamente, l’indipendenza non è sua natura, se non trova un Dio, un capo, un re, un tiranno, se lo crea da solo; è una corda tesa sull’abisso, tra la totale assenza di volontà e l’autocoscienza.

Infatti io vi dico, l’uomo è imperfetto, l’uomo è ponte, l’uomo è effimero, ma il tempo dell’uomo è ormai prossimo alla sua conclusione; costretto a superarsi o soccombere, l’uomo è ormai finito e, se non sarà pronto a dominarsi e ad accettare la propria volontà di potenza, non avrà scampo.

-S


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