Sul sabato a scuola

Abbiamo scelto tutti quanti, assumendolo come aspetto a favore o meno (il che è irrilevante ai fini della mia riflessione), di frequentare una scuola che prevedesse le lezioni anche il sabato. Questa cosa ci è stata poi comprensibilmente negata, ma adesso che, a quanto pare, c’è la possibilità di tornare a distribuire le lezioni su sei giorni, perché sembra che tutti si siano scordati della propria scelta? E perché, soprattutto, si pensa che dare possibilità di scelta alla maggioranza in questo caso sia giusto? È giusto che la maggioranza, anch’essa ugualmente consapevole, al momento della valutazione, della caratteristica di questa scuola, penalizzi chi aveva preso una decisione basandosi anche su questo aspetto? Mi pare che ciascuno studente abbia scelto in maniera libera se fare o meno lezione il sabato, e che, pertanto, dovrebbe quantomeno prendersi la responsabilità di ciò, senza rivendicare la necessità di una risoluzione democratica per giustificare un proprio errore (legittimo, certo, ma le cui conseguenze non devono ricadere su altri).

Quindi, al di là degli effettivi aspetti positivi e negativi del sabato (che, ripeto, avrebbero comunque dovuto essere analizzati precedentemente), è assurdo già solo il fatto che si sia parlato di votazione. In una comunità (che sia ovviamente libera e presenti al di fuori di sé un numero sufficiente di comunità alternative) si decide a maggioranza qualora la cosa da decidere non faccia già parte delle prerogative della comunità stessa. Se questa ha una serie di prerogative già stabilite, non posso pretendere di accettarle e decidere in seguito di cambiarle a mio piacere. Preciso ancora: non è un principio che vale in ogni circostanza, ma mi sembra che in questo caso sia più che valido. Nessuno è stato costretto né vincolato a nulla.

Ora, a incoraggiare questa breve riflessione, o protesta se volete, non sono tanto le conseguenze specifiche che porterà il nuovo orario, ma piuttosto quel principio di fondo che ho cercato di sottolineare fino ad ora: ho fatto una scelta consapevole, assumendomi le responsabilità di un mio eventuale cambio di opinione; non trovo giusto che chi evidentemente non ha intenzione di assumersi queste responsabilità ostacoli la mia scelta, pur avendola effettuata con la mia stessa libertà ed indipendenza.

Ciò detto, mi auguro che da qui possa nascere un confronto fruttuoso tra gli studenti, e che si cominci a parlare di una tale questione, a parer mio rilevante, con meno superficialità.


Enrico Accettella III A


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