Strade

Parlare di futuro alla nostra età credo si traduca quasi per tutti nelle stesse identiche considerazioni.

Chi vogliamo diventare, quanto le nostre scelte siano all’altezza delle aspettative di chi abbiamo intorno…

Ma infondo, sappiamo davvero chi siamo?

Ogni strada percorribile sembra perennemente mancare di qualcosa, e ci si ritrova quindi spesso al punto di partenza.

L’adolescenza è un intreccio di emozioni estremamente difficile da definire.

Si fatica tanto per costruirsi un’identità, ma nel momento in cui si cerca di capire chi davvero si stia diventando, in pochi si ritrovano provvisti di una risposta.

La verità che ho compreso, è che non esiste altra verità se non quella che passo dopo passo saremo noi a definire.

L’ “io” che siamo oggi è separato dal nostro “io” di un domani solo dal percorso, più che dalla meta.

Vogliamo risposte alle nostre domande, e le pretendiamo subito, poiché abbiamo compreso quanto il tempo corra veloce e sia inafferrabile; ma troveremo tali risposte unicamente negli errori, nei traguardi, negli sbagli e nelle incomprensioni.

Più di qualsiasi altra, la nostra generazione è cresciuta nella convinzione che per fare davvero qualcosa in questo periodo storico, bisogni agire, spostarsi, partire.

E allora partiamo, impariamo, sbagliamo, spostiamoci, per poi tornare al punto di inizio, per dare un nome al nostro “io”.

È lì che i nostri sogni prendono vita, dove non ci è mancato il coraggio per superare le sovrastrutture, nell’intento di guardarci dentro.

Il futuro è la paura dell’incerto che ci spinge alla ricerca di significato, è una tela di speranze e aspettative fatta delle scelte che prendiamo.


È il fallimento che ci spaventa, la paura di guardarci un domani e scoprirci delusi da noi stessi, di vedere in noi quello che temevamo di diventare, ed è per questo che fallire, tentare, sbagliare, ha un senso.

Il sottile confine tra presente e futuro è la strada, quella che ci lasciamo alle spalle, quella che stiamo percorrendo, ma soprattutto quella ci aspetta, e non bisogna aver paura di percorrerla con quanto più coraggio ci è possibile, perché le risposte sono ad aspettarci lungo il cammino.


Valeria Palo, IVA


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