Robinhood

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un vero e proprio boom nella crescita di siti e app di broker online. Ci capita sempre più frequentemente di vedere alcune pubblicità di organizzazioni finanziarie che ci propongono soluzioni sempre più semplici per allargare il nostro portafoglio o di guru della finanza che hanno guadagnato milioni grazie alle loro tecniche di investimento e che diffondono i loro webinar in cui vogliono condividere con noi i loro metodi per una pura questione di generosità.

Plus 500, Iq forex broker, Libertex sono tutte applicazioni che consentono ai clienti la possibilità di investire azioni, fx, etf o opzioni. Libertex ad esempio, il broker che tra questi trattine una percentuale più alta di commissioni, mette a disposizione alcuni video formativi che hanno lo scopo di preparare il cliente ad operare sul mercato. Brevi filmati che io ritengo, se non inutili, chiaramente insufficienti.

Il fenomeno più famoso in Italia è probabilmente quello di etoro, piattaforma israeliana di social trading. Il social trading di etoro consiste nel rendere pubbliche le proprie transazioni e copiare quelle di utenti che, dalle ben visibili performance, crediamo più esperti e affidabili.

“Investing for everyone” è questo il motto di Robinhood la compagnia che offre ai propri utenti la possibilità di investire in senza commissioni. La piattaforma, recentemente multata dalla SEC (Security and Exchange Commission)per aver mentito sull’origine dei propri guadagni, sta vivendo un momento di crescita esponenziale negli Stati Uniti.

Il cliente tipo di Robinhood è un uomo giovane con il desiderio di guadagnare denaro. Un soggetto molto semplice a cui proporre soldi facili. Pinocchio che affida i suoi soldi al gatto e la volpe. Sto esagerando, la celebre piattaforma americana non vuole truffare i propri utenti; ma, sicuramente, propone un modello molto pericoloso.

Quello che Robinhood rischia di essere per un ragazzo alle prime armi non è niente di più di un sito scommesse. Sono sempre di più gli “investitori” che si divertono a seguire al mercato come guarderebbero una slot machine. Diventano, spesso, dipendenti, gli interessa sapere solo se le proprie azioni stanno portando profitto e, se non è così, sono disposti a giocare ancora di più per annullare il danno.

Inoltre, per aumentare l’adrenalina, numerosi under 30 ricorrono a rischiosi strumenti finanziari come la leva. La leva consente ad un investitore di moltiplicare la propria vincita o perdita senza aumentare il capitale investito. Ma se si vendessimo allo scoperto un titolo con un’esagerata leva di 20 per 300$, nel momento in cui le azioni guadagnano il 5% del valore, la nostra operazione sarà chiusa con totale esito negativo. Se, invece, facessimo la stessa operazione senza moltiplicatore ci rimarrebbe comunque un valore di 285$.

Ancora una volta ci troviamo davanti a delle aggressive strategie di marketing che ci costringono a fermarci ad analizzare i nostri comportamenti. Il trading non è per tutti, richiede ore di studio ed analisi approfondite ad ogni manovra. L’importante è essere sempre consapevoli e non avere paura di faticare per ottenere qualcosa, mirando ad una crescita personale che va oltre il denaro.

Francesco Morgante, VA