POLITICA E STRUMENTALIZZAZIONE

Qualche tempo fa al liceo Giulio Cesare di Roma è accaduto un qualcosa che mi ha fatto pensare: la preside ha bloccato due iniziative autorganizzate dagli studenti, una sull'aborto e l'altra sull'identità di genere; ogni volta che accadono queste cose mi rendo conto di quanto la politica stia diventando una giustificazione per le persone che non vogliono assumersi la responsabilità di un pensiero dannoso e contrario all'evidenza empirica: se adesso fondassi un partito che nega che il cielo sia blu e qualcuno dicesse che ho torto e che il cielo è blu, potrei facilmente liquidarlo dicendo che ognuno deve essere libero di pensare ciò che vuole e che comportandomi così sto avendo un atteggiamento anti-democratico, solo perché sto cercando di difendere la realtà sperimentale; ovviamente finché si parla di banalità del genere, a nessuno fa male il fatto che qualche schizzato creda che il cielo sia verde, ma non tutte le questioni sono di poco conto; la cosa più grottesca di questa politica è la feroce strumentalizzazione di qualsiasi cosa questa riesca a trovare: i conservatori americani, ad esempio, finché non si parla di questioni come l’evoluzione e l’omosessualità, vantano slogan come “facts don’t care about your feelings”, slogan che si frantumano non appena si toccano quando si inizia a parlare di queste ultime e che diventano un qualcosa di non scientifico che serve solo per riuscire a sfinire l’avversario: è così terribile dover spiegare a qualcuno che sta mentendo spudoratamente il motivo per cui ha torto.

L'orientamento politico dovrebbe essere, in teoria, qualcosa di opinabile e le persone con diverse idee politiche dovrebbero comunque rispettare la realtà dei fatti, senza voler privare nessuno di alcun diritto; questa rimane un'utopia e ciò che siamo costretti a vedere è ben diverso: essere delle persone decenti ormai viene etichettato come essere "di sinistra", mentre schiere di omofobi, razzisti, integralisti religiosi e fascisti nascondono le proprie idee malate usando la giustificazione dell'orientamento politico di destra, risultando anche offensivi per la destra sana; questa mistificazione della realtà che vuole dipingere la sinistra come "le persone oneste" e la destra come "le persone retrograde e ignoranti" è arrivata ad un punto tale che un partito come +Europa, di orientamento liberista, viene considerato di centro sinistra solo perché, iperbolicamente, non vuole bruciare gli omosessuali o sparare agli immigrati.

Prima di parlare del conservatorismo, credo sia necessario trattare dell'evoluzione della società: fondamentalmente una società può progredire (progressismo) o restare ferma (conservatorismo), poiché, pur esistendo movimenti e partiti primitivisti (su cui stendiamo un velo pietoso), questi spesso non hanno molto successo, cosa che sicuramente rallegra chiunque non abbia una visione distorta e idealizzata del passato. Fin dall'inizio della politica, la società non ha fatto altro che progredire ed ogni scontro, da quello tra aristocratici e democratici ad Atene, a quello tra ottimati e popolari a Roma, a quello tra nobili e borghesi nell'epoca moderna, è sempre stato vinto dai progressisti: questo rende la politica conservatrice un tentativo inutile di bloccare una dinamicità che è caratteristica fondamentale del mondo fenomenico.

Cercare di bloccare il progresso non è solo stupido in generale, ma lo si può anche definire come un tentativo di uccidere la società: poiché la vita nasce dal cambiamento e la società è specchio dell'individuo, la società muore nel momento in cui inizia a stagnare, a perdere idee e quindi ad invecchiare: l'impero

romano è caduto anche per questo; gli USA stanno perdendo la propria egemonia sul mondo proprio per questo; la politica muore quando non si sa più innovare.

Il conservatorismo non è sbagliato in assoluto, perché non è sbagliato il voler cercare di controllare il progresso, ma è sbagliato voler negare diritti fondamentali alle persone giustificandolo con il proprio orientamento politico, la propria religione o qualsiasi altra cosa; l’esempio della religione è il più eclatante, perché le persone, in alcuni casi, arrivano a tollerare idee folli giustificandosi con la religione: siamo così legati alle nostre radici che non siamo neanche in grado di accorgerci quando queste marciscono; il culto delle persone non è qualcosa di sacro per chi ne è esterno e per quanto possano essere forti le credenze religiose di una persona, nessuna legge e nessun provvedimento dovrebbe mai basarsi su testi sacri, rituali religiosi o qualsiasi altra cosa di così soggettiva ed intima, perché la religione, in una società laica, non deve trovarsi nella condizione di diventare “instrumentum regni”.

Concludo dicendo che secondo me, la politica dovrebbe essere uno scambio tra i cittadini che permetta il miglioramento della vita di ognuno e che solo attraverso una gestione consapevole della Cosa Pubblica, possiamo riuscire ad essere veramente liberi.


Carlo Philip Carretta IIIA