Passato e presente

La libertà scivola fra le dita. Vivere nel passato non significa vivere il passato come lo vorremmo.

Non sarebbe fantastico vivere nei

secoli dell’antica Grecia, della nascita della cultura e di ogni scienza, della mitologia? Oppure nel Romanticismo, nel Rinascimento, nella Belle Époque, nelle epoche che hanno rivoluzionato la storia…

Tutte queste epoche del passato dovrebbero essere per definizione migliori del nostro presente?

Sì! Che cos’è l’epoca in cui viviamo? Un’epoca triste, che nessuno ricorderà per nulla. Non succede niente di emozionante, né a livello storico, né culturale, letterario, artistico…voglio tornare a quando tutto era più maestoso. Voglio vivere la mia vita nell’epoca in cui i sentimenti erano più forti, c’era una sensazione comune che animava la gente a fare la storia, a lasciare una traccia di sè nel mondo: alla fine, è l’unica cosa che chi viene dopo ricorda. Voglio vivere in un’epoca in cui si viveva davvero!

E non pensi che i giorni nostri possano essere ugualmente emozionanti, se osservati alla luce di una chiave di lettura diversa?

Di che tipo?

Hai mai provato a riflettere su quanto siano migliori questi tempi rispetto a quelli in cui si moriva a cinquant’anni, e anche solo per un leggero raffreddore? È vero che noi non guardiamo più in avanti, non miriamo più a scrivere la storia e forse questo è un male. Ma proprio per questo il nostro sguardo è rivolto a quello che fu, e la storia per noi non è più dover lasciare un marchio profondo nei ricordi dei prossimi popoli, ma studiare, acquisire valori da tutto ciò che c’è stato prima. Non è sempre giusto idealizzare il passato in luogo di un presente che, in verità, è meglio di quello che sembra.

Non voglio che la mia vita sia un continuo avvicinarsi a qualcosa che non potrei avere mai del tutto, chiudendomi su dei libri e dovendo accettare il fatto di dover continuare ad affrontare la mia esistenza effettiva in un’altra dimensione. Questo mondo non mi piace e, se potessi, darei tutto pur di entrare in uno in cui tutti i valori che apprezzo di più sono la priorità di un popolo intero. Voglio quello e lo voglio in tutti gli aspetti della mia vita, non solo in uno da cui poi, periodicamente, sarei costretta a uscire.

Pensi davvero che tutti, anche i più umili, condividessero tutti i concetti che hanno segnato certi secoli e che sono arrivati a noi? La storia che è arrivata a noi è la storia della parte nobile, altolocata di ogni società. Se fossi nata nel passato, in questa tua stessa condizione sociale, molto probabilmente non saresti nata a un livello tale da avere accesso a questi valori, ma ti saresti ritrovata a fare la contadinella, la povera artigiana o, ancora peggio, la schiava. Non avresti di certo avuto accesso a tutta quella cultura a cui, invece, puoi avere accesso adesso.

Se però fossi nata nobile, avrei potuto vivere quello che voglio in pieno.

Avresti avuto comunque una vita peggiore di quella di cui puoi godere nel presente.

Per quale motivo?

Perché il mondo in cui viviamo noi è molto più evoluto di qualsiasi epoca passata: la scienza, il progresso, la sapienza umana non sono mai state così evolute e così diffuse come lo sono adesso. E anche i rapporti tra varie categorie di persone sono più evoluti: fino a pochi anni fa non potevi quasi permetterti di avere un’idea che andasse contro la discriminazione di una minoranza. Invece ora, per quanto i problemi di repressione nei confronti di etnie, classi sociali, donne, persone che hanno orientamento o identità sessuale definiti “comuni” non siano per nulla irrisolti, sono già a un ottimo punto rispetto al passato, perché, guardando indietro, qualcuno si è reso conto che c’era qualcosa che non andava. Il fatto che il passato venga visto con occhi sempre di ammirazione e che venga sempre ritenuto qualcosa di migliore rispetto al presente e, a volte, anche al futuro, dipende dallo sguardo rivolto costantemente verso il passato che abbiamo sempre avuto. Siamo in un mondo in cui siamo arrivati a un punto tale che ci troviamo a raccogliere tante informazioni dalla storia senza aver bisogno di aggiungerne altre, e questo ci consente di nutrire tutti i valori che, se avessimo vissuto in un’epoca passata, logicamente avremmo perso in parte: vivendo nell’antica Grecia, avremmo perso tutto ciò che è stato dal Medioevo in poi, quindi gran parte della cultura che oggi è alla base della nostra e che ci rappresenta. Il mondo presente è molto migliore di quanto possa sembrare proprio perché raccoglie una serie di insegnamenti, di valori che altrimenti sarebbero andati perduti, o non sarebbero mai stati conosciuti. Avere dei buoni valori da parte di società precedenti è alla base di qualsiasi società ben sviluppata, e i nostri anni senza dubbio sono il periodo che spicca più di tutti nel corso dell’intera storia sotto questo punto di vista.


Giorgia Taiarol e Marco Mele, III C


14 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

Personale

Vorrei fosse illegale amarti, soffrire per colpa degli altri. Vorrei dirti cosa provo ma poi che penseresti? Vorrei dirti cosa sono, ma poi mi guarderesti allo stesso modo? Mi hai detto la verità e mi