Mental Lockdown

Mi alzo. Prendo il telefono, guardo Instagram. Vado in bagno, mi preparo. Esco e accendo il computer. Studio, lezioni, ricreazione: mangio qualcosa guardando Netflix. Lezioni, pranzo, studio. Guardo il telefono, ceno, leggo un po'. Mi lavo i denti e vado a dormire. Questo, ogni giorno. Ogni giorno mi sveglio e non so perché. Ogni sera mi guardo intorno e non so più dove sono. Sento le pareti crollarmi addosso, il tempo scorrermi tra le dita e non poter fare nulla per fermarlo e per non perderlo per sempre. Piango, spesso, e non so il perché. In questo anno mi sono chiusa dentro la mia testa e ho gettato via la chiave; penso sia colpa dell’adolescenza, o forse è solo la sensazione di star perdendo gli anni più preziosi della mia vita. Le volte in cui la scuola non è chiusa, entro in classe e guardo fuori dalle finestre, mentre i prof segnano un’interrogazione e una verifica dopo l’altra, ma fa niente, non importa, tanto ho solo una vita da vivere, degli amici che vorrei vedere. Così studio, e mi sento vuota; guardo un film, e mi sento vuota; faccio una passeggiata, e mi sento vuota. Ho solo voglia di urlare.

L’anno scorso detestavo tutta quella fila davanti alle macchinette, tutta quella gente talmente ammassata che non riuscivi a passare, però, ora, mi manca. Mi manca sentire quella confusione, mi manca andare in giro per la scuola con le mie amiche e sorridere vedendo crush. Mi manca ridere e abbracciarsi. Non si ride davvero da così tanto tempo.

Adesso, vorrei solo mangiarmi una schiacciatella con le mie amiche senza essere riprese dal docente di turno che ci urla addosso di tornare in classe e di mantenere le distanze per tornare alla normalità, normalità che io, sinceramente, non ricordo più.


Nicole Monaco, IIF


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