La musica aiuta chi sta a casa

In un periodo così difficile, in cui sentiamo profondamente la mancanza della vita normale, è utile trovare una distrazione, un’evasione mentale che ci faccia sentire meglio e non ci faccia preoccupare. Ovviamente può cambiare di persona in persona, ma da molti è stata trovata nella musica, arte che offre tanti spunti per passare il tempo. Chi si è cimentato nell’imparare da autodidatta a suonare qualche strumento musicale, chi si è riscoperto musicista di strumenti lasciati in disparte per anni, e chi, invece, ha deciso di ascoltare nuovamente qualche brano che non sentiva da tempo e cantare, senza pensarci più di tanto. Tutti hanno agito seguendo le proprie necessità, rifugiandosi soprattutto in determinate canzoni, ritenute da sempre parte della loro personalità, brani che gli piacerebbe cantare in ogni momento e che, in certi giorni, rappresentano una consolazione notevole. A un certo punto qualcuno, forse preso da un momento di geniale pazzia, è uscito fuori sul proprio balcone, ha preso lo stereo più forte che aveva e ha iniziato a far risuonare le melodie, da sempre impresse nella memoria di tutti. Certe canzoni che, non appena le senti, non puoi fare a meno di cantarle.

Da lì una serie di momenti da brividi ha avuto inizio. L’Italia ha dimostrato al mondo quanto la sua gente è capace, anche in periodi di grande difficoltà, di stare insieme, seppur non fisicamente, e rimanere vicina. Ha dimostrato quanto siamo in grado di restare uniti, mettendo in atto magnifiche scene di unione e solidarietà reciproca, momenti che in qualsiasi altro paese non sarebbero nati così spontaneamente, realizzati grazie alla forza della musica. La gente, in mancanza di una piazza dove riunirsi, ha iniziato sempre più spesso ad affacciarsi da finestre, terrazzi e balconi cantando insieme agli altri brani di vario genere: dalla storia della discografia italiana, a inni di squadre di calcio, passando per le indimenticabili sigle di cartoni animati. Ma l’importanza della scelta del brano è relativa poiché ciò che conta veramente è il significato che ha per noi: se cantare ci fa stare bene, conta farlo e basta!

Ci sono delle note, però, che nei giorni scorsi sono risuonate più spesso di altre. Perché una melodia, per poterci consolare, deve far parte dell’identità non di una singola persona, ma di un condominio, di una città, di tutto il popolo: deve essere una melodia che si deve sentire propria. E quali note fanno più parte della nostra identità se non quelle dell’Inno Nazionale?

In questo periodo, è stato riscoperto l’orgoglio del sentirsi italiani, sentimento dimostrato dai numerosi cori sulle note di Mameli, un coro che farebbe venire i brividi a qualsiasi italiano. Da Nord a Sud, dalla più grande delle città alla più lontana delle isole, tutti, almeno una volta, hanno messo la mano sul cuore e iniziato a cantare l’unica canzone che ci può rendere davvero uniti. E coloro che potevano diffondere messaggi di speranza, anche grazie all’inno hanno cercato di farlo quanto più possibile. Le Forze Armate, ad esempio, hanno più volte condiviso video e immagini, mai divenuti così virali, tramite i social network e i telegiornali, dove invitano la gente a seguire scrupolosamente le indicazioni e le precauzioni necessarie ad aiutare chi è schierato in prima fila nella lotta al virus, oppure mostrando le meraviglie del nostro Paese, accompagnati sempre dalle note del nostro inno. Perché, in fondo, l’unico aspetto nel quale in questa emergenza ci possiamo davvero rispecchiare tutti (o la stragrande maggioranza di noi) è l’identità nazionale, di cui dovremmo essere da sempre orgogliosi, ma che stiamo, purtroppo, riscoprendo solo ora.

Siamo italiani, siamo gente forte, con l’indole necessaria a superare le difficoltà più grandi: abbiamo superato la divisione dei nostri territori, abbiamo superato la dittatura e la guerra, abbiamo superato periodi di grande miseria e di discriminazione interna e, di conseguenza, supereremo anche questo momento, sicuramente il più complicato da molti anni. Ma per farlo serve un buon alleato al nostro fianco che ci dia sostegno: per molte persone può essere la musica, quella che ci piace e che sentiamo nostra. Da soli, o in compagnia dei nostri familiari, mettiamo le note della nostra canzone preferita e cantiamo, perché adesso non è importante se siamo intonati o se il brano scelto piace a tutti: conta trovare la forza per continuare a resistere in una situazione pesante, ma che dobbiamo sopportare. Cantiamo, se vogliamo anche in pubblico, magari con una mano sul cuore e un Tricolore a fianco. E soprattutto, ricordiamoci che, finché quella bandiera sventola, il canto degli italiani sarà sempre vivo e non morirà mai!


Marco Mele, 2C

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