LA (LENTA) RIPRESA DELLO SPORT

Aggiornato il: mar 9

Lo sport nella vita quotidiana delle persone è fondamentale, sia per chi lo pratica sia per chi, semplicemente, guarda i campioni giocare la sera. Per questo motivo, insieme ai provvedimenti presi per tentare di tenere la pandemia di Covid sotto controllo, si è subito cercato di farlo ripartire. I latini, d’altronde, dicevano giustamente “mens sana in corpore sano” , pertanto lo sport è un’ottima soluzione per essere più attivi e svegli sul luogo di lavoro o di studio ed è sicuramente d’aiuto anche come valvola di scarico dallo stress e dai problemi quotidiani.

La ripresa dello sport si può analizzare principalmente secondo tre parametri: lo sport preso in esame, il luogo e la categoria dello stesso. In Italia, la realtà più vicina a noi, è garantita l’attività motoria di base individuale, ma ancora non sono ripresi gli sport di contatto a livello amatoriale o pesistica e scuole nuoto. Per questo motivo molte federazioni hanno protestato per spingere alla riapertura, finora purtroppo senza ottenere successo. Nell’agonismo giovanile, pur con gravi problemi economici in molte realtà societarie piccole, si è cercato di preservare sia la salute degli atleti sia il prosieguo delle competizioni. Un esempio di questi tentativi è la scelta presa rispetto ai campionati italiani giovanili di nuoto: questi saranno tenuti “a distanza” per non creare assembramenti con atleti provenienti da tutta Italia ed evitare di far fronte ai numerosi costi richiesti dalle misure di sicurezza necessarie.

In questo periodo le gare sono per lo più diminuite o, comunque, state spalmate in diversi concentramenti (questo riguarda il nuoto, come detto, o anche, per esempio, l’atletica, un altro sport individuale importantissimo per la crescita di un bambino o ragazzo).

Per quanto concerne invece le competizioni di alto livello, fortunatamente per l’economia, ma soprattutto per lo sport stesso, sono riprese e stanno procedendo quasi senza alcuna difficoltà, grazie a frequenti tamponi per giocatori e staff e misure di prevenzione oculate. È da precisare come, naturalmente, la portata di molte di queste manifestazioni sia stata ridotta, nonché il fatto che vi sia stata la necessità di adottare una decisione come quella di impedire la presenza di spettatori.

Nonostante, purtroppo, sia stato trovato qualche positivo con conseguente rinvio di incontri o gare, nel complesso l’epidemia nel mondo professionale dello sport è stata abbastanza controllata.

Questa ripresa dello sport in Italia potrebbe sembrare positiva, ma allo stesso tempo è senza dubbio lenta. Secondo le prime ipotesi, infatti, elaborate quest’estate, era stato ipotizzato un ritorno negli stadi già verso novembre ed una riapertura delle scuole nuoto e delle palestre verso gennaio. Nella realtà odierna queste possibilità sono state rinviate a metà marzo.

Osservando invece gli eventi sportivi che hanno trovato svolgimento, tra le competizioni più importanti si è appena concluso, in Australia, il primo Grande Slam del tennis (vinto dal pluricampione Novak Djokovic), nazione già molto avanti nella lotta contro il Covid-19, nonostante il mini-lockdown che era stato deciso a Melbourne per l’incremento dei casi. Questa competizione, come anche la ripresa di un campionato importantissimo come l’NBA (basket professionistico americano), seppur mediante una riduzione della stagione regolare (72 partite per squadra invece di 82) con tamponi effettuati quasi ogni giorno, hanno fatto riaccendere la voglia di sport anche come intrattenimento.

Lo sport quindi, in contemporanea con i legami sociali, sta riprendendo, rialzandosi dopo un momento difficile, facendo perno su grandi eventi (si pensi ad esempio ad il Super Bowl, finale del football americano, appena andato in onda negli Stati Uniti). Forse sta avvenendo troppo lentamente e con grandi problemi, eppure ne traiamo gioia, perché, come dice un vecchio proverbio, “meglio tardi che mai”.


Daniele Colanieri IIIC

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