GUERRA FREDDA

Oh me infelice, perché tu, fastidioso tarlo nella mia mente, non hai la minima intenzione di lasciarmi un minuto di tregua? Il tuo pensiero è fisso nella mia testa, il tuo viso un’immagine indelebile nei miei ricordi. Che tediosa deve essere la mia esistenza, sempre a pensarti, eppure non trovo migliore attività, nessuna infatti è più incantevole di questa. Ma giammai io ti confesserei del caos che si impossessa del mio stomaco e del mio cuore ogni qualvolta tu

mi guardi, della felicità che mi pervade ad ogni tocco, dell’euforia che si dibatte per uscire ad ogni carezza. Il mio caro vecchio amico Orgoglio non mi lascerebbe mai libera di essere sincera. Eppure uno sguardo attento noterebbe il bagliore nei miei occhi, il leggero sorriso all’angolo della bocca, il rossore sulle mie gote e il respiro trattenuto ogni volta che mi sorprendo a pensarti più di quanto vorrei.

“Odero si potero, si non, invitus ambo”

-Ovidio-

Io infatti “t’amo controvoglia” citando anche Petrarca; eppure non ne posso proprio fare a meno. Potrei non pensarti, potrei non amarti, ma ahimè non posso, non voglio. Come potrei non farlo, tu che mi fai venir voglia di essere una donna migliore? Ah, io che faccio dell’amore per me stessa un’arte, adesso averti nella mia testa senza invito mi confonde e mi turba, eppure questo è un turbamento sopportabile, quasi piacevole. Ti prego resta, mi

verrebbe da dirti, ma probabilmente non lo farò, probabilmente dovrai essere tu abile nel capirmi al volo, nel comprendere mille parole con un solo sguardo; nell’afferrare tutto quello che taccio quando parlo, nei miei silenzi. Perché infondo l’amore è una guerra fredda. Giochi di astuzia e strategia, sottigliezze e sussurri. Fatto di conflitti e trattati di pace stipulati con un bacio e sigillati dalle lenzuola. E così ecco che anche adesso mi sorprendo ancora a pensarti, “dannazione” sorridendo penso.


Nicole Monaco, IIIF

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