Guariti dal Coronavirus

Ormai sappiamo tutti che l’Italia è uno dei paesi nel mondo più contagiati dal coronavirus: oggi 28 marzo, si contano 86.498 contagiati e 9134 deceduti, ma, grazie agli interventi che si stanno effettuando, ci sono anche 10.950 guariti da questa terribile malattia. In questo articolo, però, vorrei riportare le esperienze di persone che sono riuscite a sconfiggere il virus e ad uscirne salve. Il primo nome di questa lunga lista è Luigi Tomassini, fotografo napoletano residente a Casalpusterlengo, una piccola cittadina del Lodigiano. È stato contagiato dal virus, come, purtroppo è accaduto in diversi casi, in ospedale. Era lì per una terapia riabilitativa alla spalla e dal 24 febbraio a iniziato ad accusare i sintomi del Covid-19. “Guarire si può, ma ho visto l’inferno” ha dichiarato, una volta guarito. Infatti, dopo una settimana passata a curarsi da solo presso la propria abitazione, con febbre a 39, è stato mandato in un policlinico a Lodi il 2 marzo. Lì, racconta Luigi, ha assistito a scenari di guerra, ben peggiori di quelli in cui si imbatte, per lavoro, con la sua macchina fotografica: malati tenuti nelle barelle, perfino negli stanzini, in uno spazio non sufficiente per tutti. Nonostante ciò, il personale di Lodi si è preso cura di lui, come degli altri pazienti, in maniera commovente. Dopo essere guarito, Luigi è tornato nell’ospedale per immortalare l’epidemia e aggiungere quelle foto alle mille altre storie viste e fotografate. Graziano Fanelli, bresciano, tramite un post sui social ha raccontato ciò che gli è successo a partire dal 27 febbraio, il giorno in cui ha avuto la diagnosi di coronavirus. Da lì ha iniziato la sua battaglia con il supporto di amici e familiari, ma soprattutto dei medici che lo hanno trattato in maniera eccellente. Graziano fa il dj e ha promesso che una volta finito tutto organizzerà una festa per tutti i medici e i lavoratori dell’ospedale di Brescia che lo hanno aiutato a sconfiggere la malattia, per ringraziarli dell’enorme lavoro che svolgono e della loro dedizione nel cercare di salvare più persone possibili. Infine, vorrei raccontare di “Nonna Speranza”, l’anziana signora 95enne di Fanano, in provincia di Modena, ribattezzata così poiché, contro ogni previsione, è stata capace di superare il coronavirus. A Modena, è anche risultata la prima ad essere guarita completamente, infondendo così nei suoi concittadini la speranza che tutti possono vincere contro questo “grande nemico”, diventando un simbolo non solo per la città emiliana, ma per l’Italia intera. Nonostante la sua età si è fatta forza ed ha resistito così come i medici che ce l’hanno messa tutta per far guarire l’anziana signora, sfatando la convinzione che solo i più giovani possono guarire e sono meritevoli di cure. C’è poi un caso in particolare che riguarda non una persona, ma un intero paese. Questo posto si chiama Ferrera Erbognone, in provincia di Pavia, che, pur essendo nella regione più colpita in Italia, non registra nessun caso di contagio. Il fatto è diventato oggetto di studio data l’unicità nel suo genere e l’Istituto Neurologico Mondino ha annunciato di voler esaminare il sangue degli abitanti, per individuare un eventuale gene che potrebbe preservarli dalla malattia. In un periodo caratterizzato da grande rammarico per i decessi, che purtroppo continuano ad aumentare di giorno in giorno, storie come queste ci rassicurano e ci danno la speranza che guarire è possibile; ci fanno anche capire quanto sia importante rispettare le misure di sicurezza imposte, per far sì che tutto questo finisca al più presto e che questa epidemia diventi solo un brutto ricordo.


Martina Altavilla, 1E

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