Ghi(g)no di tacco: orizzonti, sogni e smarrimento

A tutti capita di sentirsi smarriti, e ognuno di noi, ha un suo modo di ritrovarsi. Qualche giorno fa parlavo di una mia amica proprio di questo. Lei mi ha raccontato del suo rimedio: andare a guardare un bel panorama, oppure l’orizzonte, o le stelle. Che immagine poetica. Una visione che poi alla fine ci rimette un po’ al nostro posto. Ci ricorda della limitatezza della dimensione umana al cospetto dell’immensità dell’universo. Però, è anche vero, che guardare le stelle è solito dei sognatori; quei folli che credono nel potere rivoluzionario del desiderio, che consiste nel trovare ciò che non si vede. Ed è forse proprio per questo che a volgere lo sguardo all’infinito, Infondo non ci inquieta e tanto meno ci fa tornare con i piedi a terra, ma piuttosto ci rassicura. Il pizzico di follia insito nel desiderare, ci permette di trovare speranza nei momenti più bui, sicurezza nei momenti più incerti, fede nei momenti

perdizione. Anche se non vediamo niente di tutto ciò. Sogno e follia, anche nel semplice gesto di guardare l’orizzonte, ci regalano questo nell’espiare le pene di tutti i giorni: la forza di “uscire a riveder le stelle”.

Giuseppe Lavitola, IVB

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Personale

Vorrei fosse illegale amarti, soffrire per colpa degli altri. Vorrei dirti cosa provo ma poi che penseresti? Vorrei dirti cosa sono, ma poi mi guarderesti allo stesso modo? Mi hai detto la verità e mi