Ghi(g)no di Tacco-L’amore ai tempi del codice binario

Oramai viviamo in un mondo in cui quasi tutto è ridotto ad una sequenza di 0 ed 1. E, una delle poche cose che ci mantiene umani, è l’intangibilità dei sentimenti e delle sensazioni; come se fossero un porto franco per la naturale necessità e per l’umano desiderio di astrazione del pensiero. Ma, con l’avvento delle applicazioni di dating e delle tecniche di approccio social, sembra che si voglia sintetizzare ad un dato matematico anche quello che è uno degli ultimi baluardi dell’humanitas; l’amore. Stiamo cedendo l’emozione degli sguardi per le reazioni alle storie Instagram. Stiamo cedendo il coinvolgimento emotivo del conoscersi per uno swipe basato su un algoritmo. Ci stiamo snaturando. Stiamo diventando macchine che tentano di razionalizzare ciò che di più irrazionale non c’è. Ci stiamo lobotomizzando e riducendo ad una condizione di apatia tecnologica e razionalista. Ma non possiamo guardare tutto ciò accadere inermi. Dobbiamo avere il coraggio di smettere di regalare mi piace, e tornare a regalare sguardi. E questo non vuol dire essere ultimi romantici. Vuol dire essere ultimi umani. Vuol dire essere quell’ultima partigianeria di individui che ancora crede in qualcosa: nel progresso, nel futuro, nella natura rivoluzionaria del sogno o anche solo nelle persone. Persone disposte a combattere, per farci rimanere umani.

Giuseppe Lavitola, IVB


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Personale

Vorrei fosse illegale amarti, soffrire per colpa degli altri. Vorrei dirti cosa provo ma poi che penseresti? Vorrei dirti cosa sono, ma poi mi guarderesti allo stesso modo? Mi hai detto la verità e mi