FAMIGLIA: il nucleo sociale più importante

Quando si parla di famiglia, ovviamente, si parla di una parte fondamentale della società, il cui ruolo influenza grandemente lo sviluppo della stessa: sono i nostri genitori a darci gli elementi che poi ci serviranno a comprendere il mondo e, proprio nel periodo in cui siamo più legati alla famiglia, cioè l’infanzia, ci permettono di sviluppare le parti più importanti di noi in quanto esseri umani: la formazione dello spettro della personalità, e tutto ciò che gli è collegato, è il risultato dell'interazione di fattori biologici, genetici, ambientali e culturali, e non è dunque biologicamente preordinato alla nascita. La tutela del diritto dei bambini ad avere una famiglia è quindi essenziale per permettere lo sviluppo di persone adulte capaci di relazionarsi in maniera sana con sé stessi e con gli altri; proprio per questa sua funzione sociale, la famiglia è sempre fortemente influenzata dalla cultura e dall’ambiente che la circondano.

La società attuale è in uno stato di transizione importante e, di conseguenza, anche la famiglia sta cambiando: possiamo notare come sulla pelle dei bambini si stia combattendo una guerra ideologica, composta essenzialmente da due fazioni ben contraddistinte:

Da una parte possiamo trovare chi, con tutti i mezzi a sua disposizione, cerca di promuovere la propria visione di famiglia in maniera quasi malata (per motivi ideologici), portando spesso il bambino a crescere in un ambiente che non solo lo persuade di idee sbagliate da un punto di vista scientifico, biologico e psicologico, ma che spesso provoca danni di vario tipo, in particolare dal punto di vista relazionale e sessuale.

Dall’altra parte troviamo chi, giustamente, si appella ad un modello familiare più adatto alla formazione di un bambino, affinché, seguendo anche dettami scientifici, questo si avvicini di più alla natura umana ed abbia la possibilità di crescere sano sotto ogni punto di vista.

Entrambe le fazioni sono legate ad ambienti politici, nonostante la prima lo sia sicuramente in una maniera più marcata. Come ben sappiamo, la falsità si presenta sempre in una maniera all’apparenza sensata, per poi rivelarsi incoerente o paradossale. Il primo gruppo di cui parliamo, infatti, vuole presentare la sua come l’unica soluzione corretta per la crescita di un figlio, ma, ponendo il nostro sguardo sui fatti, possiamo notare quanto questo sistema sia un motivo di sofferenza per milioni di persone in tutto il mondo. Per prima cosa voglio sottolineare che la critica è rivolta principalmente ad alcuni meccanismi malati, che non sono imputabili ad elementi religiosi (spesso anche conflittuali alle dinamiche che si creano) ma ad una somma di vari aspetti socio-culturali che tuttavia si giustificano spesso attraverso un argomento religioso: molti ragazzi sono costretti a scappare di casa appena sopraggiunge la maggiore età per via di maltrattamenti subiti dalla propria famiglia, perché distrutti dalle persone che dovrebbero amarli di più. In particolare, i problemi più frequenti sono:

• Non accettazione dell’orientamento sessuale o di genere del figlio

• Coercizioni varie che cercano di infondere nel ragazzo le idee dei genitori in maniera violenta

• Non riconoscimento di vari disturbi, soprattutto di natura psicologica, che vengono di solito bollati come “fasi” o “ricerca di attenzioni” dai genitori, scatenando nei ragazzi un forte senso di frustrazione.

La legge ha degli strumenti per evitare queste situazioni e far uscire i ragazzi dall’inferno che è la loro casa (i genitori vengono tra l’altro costretti a provvedere al mantenimento dei propri figli fino ai loro 35 anni o all’indipendenza economica), tuttavia per i giovani è naturalmente molto difficile riuscire ad abbandonare tutto e denunciare i propri parenti più intimi; bisognerebbe, come per qualunque altro caso di violenza, agire alla base dei problemi e non eliminare solo gli effetti di questi ultimi. Eppure molto spesso si continua a negare l’esistenza del problema stesso, nonostante circa l’1% dei minori in tutta Italia (sulla base dei dati raccolti rispetto ai minori presi in carica dai servizi sociali), subisca maltrattamenti di varia natura.

La famiglia, per essere il più fedele possibile alla natura umana, che abbiamo scoperto essere sempre più fluida, non biologicamente definita e molto influenzata dal contesto sociale, deve possedere due elementi principali, che in realtà sono l’unico requisito per le persone che sostengono una famiglia di questo tipo: amore e rispetto.

Per crescere bene un bambino ha bisogno soltanto di questi due elementi, il primo per riuscire a relazionarsi con sé stesso e con le altre persone in una maniera che non danneggi nessuna delle due parti, mentre il secondo per sviluppare un senso etico che lo porti ad apprezzare l’altro e ad essere inclusivo; il genere dei genitori è sicuramente irrilevante da un punto di vista prettamente pedagogico (come attestato anche da una grandissima maggioranza delle pubblicazioni scientifiche), e questo diviene evidente soprattutto nell’ambito delle adozioni: individui decisi e motivati nel creare un nuovo nucleo familiare, nel dedicare la loro vita al crescerne e ad educarne un’altra, indipendentemente dalla loro natura sessuale, si dimostrano molto più capaci ed inclusivi rispetto alla maggior parte delle famiglie, nelle quali è superiore la probabilità che si creino situazioni critiche o relazioni malate tra familiari.

Prima di concludere, è necessario sfatare il mito della “famiglia naturale”, termine usato per riferirsi alla tipica famiglia mononucleare, composta essenzialmente solo dai parenti più stretti, che possiamo associare alla società capitalistica odierna. Infatti andando a parlare degli stessi animali il concetto di famiglia naturale non ha senso (ad esempio nei mammiferi, solitamente sono solo le madri a prendersi cura dei cuccioli), ma anche parlando di esseri umani, non è possibile trovare un qualcosa che giustifichi un modello familiare rispetto ad un altro, nel momento in cui sussistono il supporto fisico e psicologico nei confronti del bambino. Sicuramente si può ignorare ogni evidenza scientifica e avvalersi di una filodossia spicciola che vuole promuovere l’idea di una natura umana ben definita, ma, parafrasando San Tommaso D’Aquino, non è possibile convincere le persone ideologizzate quanto al loro torto, ma è sicuramente possibile rispondere ai loro argomenti con la forza della ragione.

In conclusione, anche se non può essere definita una causa unica al fenomeno del maltrattamento familiare, si può stabilire che l’idea di famiglia “tradizionale” abbia fallito e porti alla sofferenza decine di migliaia di bambini nella sola Italia, la cui unica colpa è stata quella di nascere nella famiglia sbagliata; ciò di cui un bambino ha veramente bisogno per crescere, non è avere obbligatoriamente una mamma e un papà, ma di essere amato e rispettato da chi se ne prende cura, imparando a rispettare sé stesso e gli altri.

Carlo Philip Carretta, IIIA



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Vorrei fosse illegale amarti, soffrire per colpa degli altri. Vorrei dirti cosa provo ma poi che penseresti? Vorrei dirti cosa sono, ma poi mi guarderesti allo stesso modo? Mi hai detto la verità e mi