E STRAPPAMI IL CUORE

E ti prego strappami il cuore. Strappamelo dal petto e buttalo via. Brucialo, taglialo, pestalo, colpiscilo con tutta la forza che hai, e poi mostramelo. Bevi le mie lacrime e ridimi in faccia. Buttalo via, affinché mi dimentichi di averlo avuto. Nascondilo affinché io non lo possa più trovare. Impediscimi di essere felice, per non essere triste. Ti prego uccidimi. Feriscimi. Stordiscimi, perché il mio dolore non ha fine, in quanto non ha inizio. Ti prego, ti prego, trasformami in una bambola dallo sguardo perso. Poggiami su uno scaffale ed abbandonami lì. Dammi un’ultima carezza e poi vattene, va via e non tornare. Portati con te tutto ciò che di bello mi è rimasto, rubami l’anima e imprigionala in una bottiglia. Tienila con te, trattala meglio di quanto io averi potuto fare. Suonale qualcosa, di tanto in tanto, melodie malinconiche, spente, e lasciala morire lentamente. Permettile di amarti un’ultima volta, di

dimenticarmi. Ed io di tanto in tanto ti penserò, e per abitudine una lacrima mi sfiorerà il viso, ma poi mi toccherò il petto, e ricorderò che non sono più capace di provare dolore. Mi ricorderò che non ho più un cuore. Eppure io avrei tanto voluto amarti, ma l’amore non è fatto per me, ormai non ne conservo più neanche una goccia. Ormai sono vuota. Non desidero altro che addormentarmi, smettere di pensare, smettere di incidere le mie vecchie cicatrici, smettere di riaprirle, smettere di ferirmi lasciandomi ferire. Perché sono incapace di farlo da me, così, lascio che gli altri lo facciano al posto mio. E questa sarà l’ultima volta, lo giuro, tu sarai l’ultimo a cui permetterò di farlo. Tu sarai l’ultimo che assaporerà la mia dolcezza, l’ultimo che apprezzerà la mia sensibilità, l’ultimo che mi vedrà il cuore. Che poi, quale cuore, vecchio e malandato, esso si rovina facilmente. È pur vero che l’ho maltrattato. È pur vero che non mi è mai importato.


Nicole Monaco, IIIF

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