DEBOLI SPETTRI

Oggi, 27 gennaio, mi viene da sorridere. Eppure il mio sorriso è un’amara beffa del genere umano. Poveri miseri ipocriti. Prima uccidono, massacrano, violentano, e poi, come se non fosse successo nulla di grave chiedono scusa. Come se chiedendo scusa potessero porre rimedio a tutto l’orrore commesso. Come se a una donna violentata le scuse del mostro che le ha distrutto la vita potessero cancellarle il ricordo del dolore, delle preghiere, delle lacrime, del sangue. Come se le scuse di quegli uomini che hanno massacrato degli essere umani esattamente come loro nei campi di sterminio, cancellassero dalla storia tutto quell’odio e quell’abominio. Beh non basta chiedere scusa. Chiedere scusa non serve a nulla. E nemmeno ricordare ciò, oggi, serve a qualcosa se domani torneremo all’odio di ieri. All’odio di tutti i giorni. Perché il ricordo non basta, perché certi uomini sono animali. Perché certi uomini non sono degni nemmeno di essere chiamati animali. Certi uomini godono nel ricordo, certi uomini alimentano l’odio osannando ciò che fecero i loro predecessori, ma la verità e che non sanno. Non sanno cosa voglia dire torturare qualcuno, non sanno cosa voglia dire porre fine alla vita di un uomo. Non sanno cosa voglia dire bruciare bambini ancora vivi nei forni crematori, vedere il fumo uscire dai forni e provare disgusto, disgusto per il genere umano, disgusto per le atrocità commesse. Perché se nel 1940 erano gli ebrei, nel 1915 erano gli armeni, o nel medioevo le streghe e gli untori, o ancora più in là sulla linea del tempo nel 64 d.C. i cristiani. Tutti innocenti uccisi dall’odio, dall’ignoranza e dall’intolleranza radicate nell’animo umano. L’assassino comune: il terrore per il diverso. La parte animale che prende il sopravvento sulla parte nobile, storie oscure di un raziocino dimenticato. Storie oscure di un’umanità perduta. Il tempo porta addosso le ferite della crudeltà umana e le sue mani sono sporche del sangue degli innocenti. Eppure noi non riusciamo a imparare dai nostri errori, nonostante il dolore il nostro cuore è ancora saturo d’odio e così povero d’amore. Nonostante ogni sforzo e ogni cicatrice, ogni urlo di dolore, ogni pianto, ogni fantasma che infesta la storia dell’uomo, noi continueremo a sbagliare, fino a quando non saranno tutti i giorni dell’anno, un giorno della memoria. Quanti ancora dovranno morire?

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