BELLEZZA

I capelli castani dalle ciocche di miele le ricadevano graziosi sulle spalle. Li pettinava delicatamente con le lunghe dita affusolate, e di tanto in tanto ne annusava il dolce profumo di vaniglia. Un vestito bianco, su cui erano deliziosamente dipinti degli splendidi girasoli, le scendeva sul corpo e la avvolgeva stringendosi sulla sottile vita, per poi svolazzare, animato da una leggera brezza, sulle sue lunghe gambe dalla pelle liscia e soffice. Il suo chiaro incarnato risplendeva sotto la timida luce del sole. I suoi occhi erano un fuoco eterno. Le sue labbra candore e morbidezza. Le sue gote come giovani rose di primavera. La sua voce splendida musica per la mia anima. Il suo riso pareva quello di un angelo, così luccicante e argenteo. Estasiata, non potei che rimanere. Atterrita, mi lasciò così: ad ammirarla mentre danzava per le strade, passeggiando e ridendo. La sorte mi permise di incrociare il suo sguardo ed il cuore mi si fermò in petto: i suoi occhi, oh i suoi meravigliosi occhi! quanti viaggi in quell’attimo potei fare dentro di essi, quante lacrime vidi, quanta forza percepii, quanto amore, quanta gentilezza! Desiderai poterla baciare con tenerezza, desiderai poterla stringere a me e fonderla con la mia anima, desiderai poterle stare accanto ed udire la sua voce ancora per qualche momento, ancora per un attimo inebriarmi del suo profumo di vaniglia, solo un attimo, solo un istante in più, per poterle dire “Ti amo”. Parole che fremevano per uscire dalla mia bocca, che si dibattevano sulla punta della mia lingua, come cavalli imbizzarriti impossibili da domare. Eppure lei volò via, lasciandomi tremante e attonita, infuriata e delusa, con un bacio sospeso sulle labbra.


Nicole Monaco, IIIF


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