Angolo del classicista - 5/05

Aggiornato il: 8 mag 2020

La rubrica "Angolo del classicista" è stata creata dalla direzione di Segnali di Fumo per riportare i lettori sulle orme dei classici che, talvolta, non vengono apprezzati appieno nelle ore curricolari. Oggi abbiamo deciso di riprendere alcuni carmina di Catullo, in particolare alcuni che riguardano il sentimento ambivalente che il poeta prova per la donna. Nella scelta dei passi abbiamo deciso di mostrare i diversi volti di Catullo, includendo anche carmi spesso censurati nei programmi scolastici.


Carme V, "A Lesbia"


Vivamus, mea Lesbia, atque amemus, rumoresque senum severiorum omnes unius aestimemus assis. soles occidere et redire possunt: nobis, cum semel occidit brevis lux, nox est perpetua una dormienda. da mi basia mille, deinde centum, dein mille altera, dein secunda centum, deinde usque altera mille, deinde centum, dein, cum milia multa fecerimus, conturbabimus illa, ne sciamus, aut ne quis malus invidere possit, cum tantum sciat esse basiorum.


Vita e amore a noi due Lesbia mia

E ogni acida censura di vecchi

Come un soldo bucato gettiamo via.

Il sole che muore rinascerà

ma questa luce nostra fuggitiva

Una volta abbattuta, dormiremo

Una totale notte senza fine.

Dammi baci cento baci mille baci

E ancora baci cento baci mille baci!

Le miriadi dei nostri baci

Tante saranno che dovremo poi

Per non cadere nelle malìe

Di un invidioso che sappia troppo,

Perderne il conto scordare tutto.


Carme VII, "A Lesbia"


Quaeris quot mihi basiationes tuae, Lesbia, sint satis superque. quam magnus numerus Libyssae harenae laserpiciferis iacet Cyrenis, oraclum Iovis inter aestuosi et Batti veteris sacrum sepulcrum, aut quam sidera multa, cum tacet nox, furtivos hominum vident amores, tam te basia multa basiare vesano satis et super Catullo est, quae nec pernumerare curiosi possint nec mala fascinare lingua.


Tu chiedi Lesbia del tuo baciarmi

La misura io fissi che mi colmi.

I granelli di sabbia d'Africa

Dove il silfio fa ricca Cirene

Tra l'oracolo infuocato di Zeus

E il sacro tumulo dell'antico Batto

O le stelle che guardano infinite

Nelle tacite notti i disperati

Abbracci umani. Tu baciami

Tanto che gli occhi avidi

Delle lingue smaniose

D'impietrarci non contino i tuoi baci:

Catullo avrà calmati i suoi deliri.

Carme LVIII, "Contro Lesbia"


Caeli, Lesbia nostra, Lesbia illa, illa Lesbia, quam Catullus unam plus quam se atque suos amavit omnes, nunc in quadriviis et angiportis glubit magnanimi Remi nepotes.

O Celio la mia Lesbia la mia Lesbia

Quella Lesbia che ho amato

Più di me e di chiunque,

La trovi agli incroci e nei vicoli:

Succhia tutta la discendenza

Del grande padre Remo.


Carme LXXXV, "Odi et amo"


Odi et amo. quare id faciam, fortasse requiris.

nescio, sed fieri sentio et excrucior.


Odio e amo.

Come sia non so dire.

Ma tu mi vedi qui crocifisso

Al mio odio e amore


Carme XCII, "A Lesbia"


Lesbia mi dicit semper male nec tacet unquam de me: Lesbia me dispeream nisi amat.

quo signo? quia sunt totidem mea: deprecor illam adsidue, verum dispeream nisi amo.


Lesbia impreca incessantemente

Contro di me. Lesbia mi ama mi ama mi ama.

Ne ho la prova: io faccio come lei.

La copro d'insulti e sono pazzo di lei


Carme CIX, "Speranza di amore eterno"


Iucundum, mea vita, mihi proponis amorem hunc nostrum inter nos perpetuumque fore. di magni, facite ut vere promittere possit atque id sincere dicat et ex animo, ut liceat nobis tota perducere vita aeternum hoc sanctae foedus amicitiae.


Tu mi prometti un meraviglioso amore

Che senza termine ci leghi e io

Gli Dei potenti imploro

Tu non prometta invano

E queste cose tu le abbia in cuore.

Durasse quanto la vita nostra

Questo ideale sacro

Di reciproca offerta senza tempo.


La Direzione


Traduzioni dal testo "Catullo, Le poesie", Einaudi, 1969

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