Foto

Ho sempre desiderato vivere in una foto. In una di quelle belle foto sulla spiaggia o in un bel parco, o magari a casa, seduta nella tua veranda a leggere un libro. Ecco, vorrei tanto vivere in una foto rubata, in quell’attimo di spensieratezza, dove un sorriso spontaneo sembra durare in eterno. Vorrei tanto vivere in una foto di quelle in bianco e nero, di quelle in cui ridi e non ricordi neanche perché, in cui guardi chi ti ha colto di sorpresa e pensi che nulla possa ferirti. Voglio vivere in quelle foto, in quelle rare gabbie che riescono a catturare la felicità, la spontaneità, la verità. Vorrei vivere in una foto rubata, perché rare ampolle di sincerità; e mi affascina come in un piccolo pezzetto di carta si possa conservare l’anima di una persona, come un obbiettivo la possa cogliere in tutte le sue sfaccettature, come possa cogliere, se la si sa osservare con attenzione, ogni minima preoccupazione, ogni minima gioia di essa. Occhi persi nel vuoto, che vanno oltre l’orizzonte, e che si perdono, chi sa dove, chi sa quando, chi sa a pensare cosa. E mentre ti struggi cercando di intuire cosa succede in quella così distante e sfuggente mente, ti perdi nei suoi capelli, nel profumo del mare, riesci persino a sentire le onde approdare sulla sabbia, i gabbiani in lontananza danzare in cielo stridendo. Ma lei non sente nulla di tutto ciò, la sua anima è a mille miglia lontana dal suo corpo, e tu, eletto, riesci a vederla, così elegante, meravigliosa, così cortese nei suoi movimenti, così gentile. Vorrei vivere in quegli attimi, in quegli attimi eterni imprigionati da quegli scatti, da quei miseri rettangolini di carta, che dentro di loro custodiscono un mondo, un soffio, una vita.


Nicole Monaco, IIIF


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